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Intervista a Gary Condes

January 30, 2019

 

Come descriveresti te stesso in poche parole?

 

Sono un insegnante professionista di recitazione, acting coach e regista di cinema e teatro. Il mio lavoro e vivace e vigoroso, comportamentale e pienamente impegnato.

Ho 25 anni di esperienza come attore professionista, ho lavorato in film popolari e low budget, in serie tv e soap operas, nel West End e in teatri regionali. So che cosa ci vuole per essere un attore professionista che lavora.

 

Come hai incontrato la Tecnica Meisner?

 

La mia passione e curiosità nel trovare modi più profondi per lavorare mi hanno portato a studiare con insegnanti di alto calibro a New York e LA. Dopo aver studiato il metodo Strasberg e il sistema di Stella Adler ho incontrato Meisner e mi sono sentito a casa con questa tecnica e ho dedicato il mio tempo a capire tutto su di essa. Ciò mi portò a lavorare con due professionisti leader della tecnica: Martin Barter, assistente di Sanford Meisner per almeno 14 anni, a carico del LA Meisner Centre e Tom Radcliffe, che si formò con Meisner come attore e insegnante ed è il leader in Europa della tecnica.

 

È importante/benefico per gli attori imparare questa tecnica?

 

Assolutamente, ma non solo. Credo sia il modo migliore per cominciare ad imparare a recitare. È il training attoriale di base più pratico ed effettivo che esista. Gli esercizi sistematici ideati affinché gli attori siano strumenti emotivi e veritieri in grado di rispondere pienamente nel momento sono unici.

Tuttavia, anche se le radici del mio lavoro sono profondamente ancorate in Meisner, m’ispiro anche ad altre tecniche e pratiche che penso aggiungono dettagli e profondità, specialmente per quel che riguarda l’analisi del testo e lo sviluppo di un personaggio. Il mio consiglio è sicuramente che gli attori conoscano Meisner, per avere una base solida, ma anche che sperimentino e scoprano altre tecniche e capiscano che cosa funziona meglio. Ma, non fidatevi della mia parola o di quella di nessuno, su niente, dovete capirlo da soli. S’impara a recitare recitando, quindi fallo e capisci.

 

Che cosa ti ha portato ad insegnare e dirigere?

 

Non ho mai pensato di insegnare o dirigere. Pensavo a me stesso come ad un attore e basta. All’epoca mi bastava fare l’attore e dedicare il mio tempo a questo. È tutto cominciato con un incidente felice e un’evoluzione naturale da una cosa verso l’altra. Per primo, il direttore artistico di uno studio di recitazione che aveva visto il mio lavoro a lezione e poi durante uno spettacolo a Londra mi ha chiesto di insegnare. Ho pensato che sarebbe stato un modo più interessante di mantenermi anzi che fare il cameriere! Dal primo giorno l’ho amato e le mie passioni e la mia creatività trovarono un nuovo sfogo. Allo stesso modo, un produttore è venuto a vedere una delle mie lezioni e come insegnavo e mi ha chiesto di dirigere uno spettacolo. Ho amato anche quello fin dall’inizio perché nei panni del regista riesci a creare completamente un’opera d’arte che puoi condividere con un pubblico. Ho trovato un luogo dove le mie passioni emotive, le mie sensibilità creative e le mie visioni artistiche potevano prendere forma coscientemente. Tutto si è sviluppato ed è cresciuto da lì.

 

Dicono che quelli che non possono farlo, insegnano, ma tu insegni, reciti e dirigi. Che ne pensi?

 

Io penso che quelli che possono dovrebbero insegnare! È vero che non è un prerequisito assoluto che per essere un bravo insegnante di recitazione bisogna essere un attore di successo. Prendiamo per esempio gli allenatori sportivi e i manager del calcio, alcuni non hanno fatto molta carriera come calciatori e altri non hanno mai dato un calcio al pallone. E viceversa, ci sono tanti grandi sportivi che non sono riusciti a fare la transizione e a diventare grandi allenatori. Comunque, penso sia più utile e conveniente avere un insegnante di recitazione che ha avuto un esperienza lunga e estensiva nel suo campo. Possono aggiungere conoscenze nella pratica e messa in atto di una tecnica durante una perfomance e possono aiutare gli attori a superare le difficoltà perché probabilmente le hanno subito anche loro. A mio parere gli insegnanti che sono stati attori professionisti e che hanno avuto l’esperienza di un certo grado di professionalità artistica sono in grado di trasmettere tutto ciò e di mantenere alti gli standard e l’integrità necessaria per essere un attore di successo che lavora. Secondo me, gli insegnanti che hanno avuto esperienza come attori sono più semplici, pratici ed efficaci nel modo in cui insegnano mentre quelli che non ce l’hanno sono tendenzialmente più pieni di teorie e filosofie che sono complicate ed inefficaci. L’esperienza e l’insegnante migliore per un insegnante.

 

Cosa ti piace di più quando insegni?

 

È dove tutta la vita accade! Durante le mie lezioni tutta la vita si rivela in maniera concentrata, e io amo trovarmi nel mezzo di dove la vita accade. Si tratta, in gran parte, di investigare che cosa significa essere umano, imparare sulla natura umana e che cosa c’è dietro alle apparenze civili, le maschere che abbiamo addosso quotidianamente. E amo far parte di quel processo. Amo svegliare la vera natura delle persone, l’essere vivi in tutte le sue potenzialità, dare alle persone un proposito per le loro passioni personali. Come insegnante di recitazione, sento che questo è il mio dovere. E trovo sia molto stimolante e gratificante sviluppare le capacità degli altri per incanalare il loro talento e creare lavoro che ha il potere di commuovere le persone e di ricordarci che cosa significa essere umani.

 

A che cosa stai lavorando in questo momento?

 

Ho diversi progetti tra le mani: Sto facendo da coach a un attore per la versione teatrale di “Rain Man” nel West End a Londra l’anno prossimo. Sto leggendo vari spettacoli alla ricerca della mia prossima regia e sto programmando un tour di workshops in Europa per l’estate 2019. C’è un po’ per tutti i gusti.

 

Che consiglio daresti ai giovani attori?

 

Sforzatevi e prendetevi il tempo per imparare l’arte e il mestiere della recitazione. Cercate i migliori insegnanti/coaches e andate a lezione da loro. Cercate il training e i corsi che v’insegneranno il vero arte e mestiere dell’attore anziché lezioni e workshop inconsistenti che offrono soluzioni a corto termine, queste potete farle dopo per mantenervi allenati.

 

Ci sono tante lezioni, filosofie e insegnanti che possono darvi delle esperienze coinvolgenti a lezione, spesso molto vicine alla terapia, ma la maggior parte delle volte, non potete usare niente di tutto ciò come una tecnica tangibile da usare in termini pratici al lavoro per creare interpretazioni vive. Quindi fate attenzione. Trovate il training che nutre la vostra arte ma che v’insegna anche il mestiere. Una volta avete fatto il training, lavorate, lavorate, lavorate. All’inizio non rifiutate nessuna opportunità per recitare. Passate tutto il tempo possibile davanti alla telecamera o sul palco. Imparate fino in fondo cosa significa l’arte scenica e cinematografica. Se non ottenete lavoro, create il vostro. S’impara a recitare recitando. Quindi imparate e poi imparate facendo. Devi semplicemente farlo!

 

 

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